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PENSARE AL CAVALLETTO
di Barbara Rotta
Critico d'Arte
“Il
Cavalletto” nasce nel 1996
come associazione da un’idea
del comitato di quartiere
del quadrilatero romano, per
lottare contro il degrado,
cui stavano andando queste
zone storiche di Torino:
abbandono di palazzi
all’usura del tempo, arrivo
dell’immigrazione, problemi
multiculturali e razziali,
l’elenco sarebbe piuttosto
lungo.
Al di là delle
manifestazioni e delle
proteste, il nuovo agire
sarebbe stato quello di
occupare il territorio in
modo positivo: attraverso
l’Arte. Gli artisti abitanti
di questo quartiere sono i
soci fondatori, quali: Merz,
Pistoletto, Casorati, Chessa,
Penone, successivamente si
sono aggiunti Mantovani,
Peverino, Barovero.
Nel flusso di un’arte che
non avrà mai fine, l’intento
è di coinvolgere chiunque si
voglia avvicinare a questa
associazione: dal dilettante
per trascorrere momenti
costruttivi, imparando e
perfezionandosi in questa
disciplina, a chi è maestro
o comunque esperto in questo
campo, e voglia arricchire
il proprio percorso
partecipando al programma
del Cavalletto. Portare la
luce e la poesia dell’arte è
lo scopo per arricchire e
rendere viva una piccola
Torino, che in realtà dopo
quattordici anni, ha
registrato 600 associati.
L’associazione lancia un
appello affinchè
l’Amministrazione comunale
possa dare un sostegno fisso
annuale per appoggiare tutte
le iniziative proposte, e
come dice Carlo Verra,
stretto collaboratore del
presidente Cesare Vergnano,
“basta un piccolo contributo
da parte di tutti” perché
l’Arte aiuti la città.
“Dipingere in piazza” come
rassegna primaverile,
quest’anno avvenuta in
piazza IV Marzo, e il
concorso autunnale a tema,
quest’ultimo avente per
giuria Casorati, Chessa,
Barovero e la sottoscritta,
tenutosi all’Arsenale della
pace di Torino, sui 150 anni
dell’Unità d’Italia, sono
solo alcuni tra gli
appuntamenti più importanti.
Il Cavalletto si fa
portavoce di numerose
iniziative, sempre legate
alla promozione della
propria città, per rendere
le sue piazze e le sue vie
gioielli incastonati in una
struttura urbana, ancora
capace di donare Arte e quel
messaggio di non abbandono
da parte dei suoi cittadini.
Fermarsi e amare l’Arte come
la propria Torino è
quell’attimo per riflettere
e pensare al Cavalletto.
25 ottobre 20101 |